Border Line

 

Selezionato al concorso "Avventure creative"
Festival del verde e del paesaggio 2015 - Auditorium Parco della Musica di Roma

Border-line è la linea di confine che separa l’opera umana dal lato sconosciuto della natura. Linea non solo simbolica ma fisica ed essenziale, senza la quale nessun giardino sarebbe mai nato. Ma “walking on the wild side”, camminare nella “zona selvaggia”, rappresenta la necessità di superare questo limite, e andare oltre ogni spazio rassicurante. Un percorso border-line accoglie dunque l’invito a guadare i confini in modo diverso, magari anche oltrepassandoli, esplorando le zone selvagge, gli spazi segreti, oscuri e ignoti della natura e al tempo stesso della nostra mente.
Il giardino trae ispirazione dallo spazio offerto: in parte alberato e in parte no, in contrasto fra luce e ombra, fra il dentro e il fuori di un bosco immaginario, come una strada romana che si inoltra in un bosco sacro, un lucus e un decumanus per una Roma da ridisegnare.

Il percorso resta obbligato, lineare e serrato. Come oltrepassare dunque i confini? Dove esplorare? Come volare? In contrasto con la fissità del tragitto, una serie di supporti quadrati si sollevano da terra assumendo, lungo il camminamento, diverse altezze: come tanti piccoli giardini in vassoio, a mezz’aria fra il suolo e il cielo, formano un’onda, plastica e trasparente, sulla quale sono inserite le piante, in vasi anch’essi trasparenti. Le piante protagoniste dell’installazione sono le stesse che ornavano i margini dei boschi romani. Piante botaniche, sacre, alimurgiche, piante selvatiche, rustiche, minori. Piante ricche di simbologie e di proprietà, la cui bellezza e utilità sono ancora tutte da rivalutare. Percorrendo lo spazio fra due simili file di onde, il visitatore si trasforma in esploratore, osservando le piante sospese alzarsi fino ai suoi occhi. E’ in questo gioco di alti e bassi, di sotto e sopra, che si  può oltrepassare una linea di confine, superando ad esempio, la consueta visione di una pianta dall’alto verso il  basso: cosa può offrire invece la sua percezione, alla stessa altezza dell’occhio umano? Una venatura di una foglia, un’imperfezione di un gambo, un fungo… O cosa si può vedere, stando leggermente sotto? Petali di un fiore in controluce… Un’altra linea di confine si può oltrepassare, grazie alla trasparenza dei vasi, osservando il panetto di terra con le radici. Il nostro occhio davanti al loro mondo sotterraneo, come davanti a un ambiente inesplorato. Chissà se attraverso questi sconfinamenti non si arrivi a sfiorare, anche solo per un istante, il lato “selvaggio” nascosto in noi. Quel lato profondo e spesso inespresso ma capace di vedere oltre le cose, oltre i confini e oltre i segni.

Elenco del materiale vegetale
Borago officinalis (Borragine)
Centaurea cyanus (Fiordaliso)
Didiscus caeruleus
Echium vulgare ‘ blue bedder’  (Viperina azzurra)
Gilia capitata
Hyssopus officinalis (Issopo)
Menta arvensis (Menta campestre)
Nigella damascena (Damigella scapigliata)
Phacelia congesta (Facelia)
Rosmarinus oficinalis ‘prostratus’ (Rosmarino)

 

La Ragnaia segreta

La ragnaia segreta, un'installazione paessagistica che richiama le antiche ragnaie un tempo presenti a Villa Borghese. Questo elemento tipico dei giardini storici italiani, che consisteva in trappole per uccelli sotto forma di reti tese tra un albero e un altro, nel progetto esposto si evolve in pannelli reticolari aperti, a rappresentare uno spazio che non si può intrappolare.

Progetto in collaborazione con Quasar Design University